Era da un bel pò, almeno 15 anni, chi non andavo a Pisa a fare il percorso classico della mia gioventù, c'avevo provato un paio di settimane prima ma era il periodo del grande incendio per cui l'aria era irrespirabile, ma ora tutto era al proprio posto, quindi si sale sul cavallo ciclato e si parte.
Prima salita ai 4venti, poi giù in direzione Nozzano e salita Balbano e giù verso il lago di Massaciuccoli, ora però una deviazione dal vecchi percorso perchè 30 anni fa c'era la tappa dai nonni per un saluto e una merenda, ora invece direzione mare per ricongiungersi al resto della family.
Dopo un pò di mare ristoratore si rimonta in sella e si conclude il giro a Pisa
Molto spesso i Cavalieri sono senza cavallo ed affrontano anche in questo caso avventure entusiasmanti!
Oggi è il caso dell'escursione che li porta dal Vivo d'Orcia alla vetta del monte Amiata
Si parte dal Vivo e da subito si segue il sentiero all'interno del bosco per poi salire verso il primo rifugio, ma ecco il primo imprevisto, una perdita del sentiero fa optare i cavalieri a passare per la strada asfaltata e poi arrivati al rifugio successivo un passaggio lungo la pista da sci per poi deviare attraverso il bosco su una ripida salita, ma la vetta è vicina, ancora pochi metri ed ecco che appare la croce
e splendidi panorami
da qui si gira dall'altro versante e giù in discesa fino al ritorno al Vivo
Era diverse volte che i Cavalieri provavano a conquistare la vetta più alta dell'Argentario ma senza successo, ma questa volta era diverso: tutto era pronto per la grande impresa!
Ma gli imprevisti erano dietro gli angoli, nonostante avessero preparato a dettaglio l'itinerario non sempre le strade erano come si aspettavano: dopo aver in parte circumnavigato il promontorio inizia la salita, all'inizio molto ripida al punto da dover scendere dai cavalli ciclati, ma lo sforzo fu premiato con una vista stupenda!
Ma l'avventura non era ancora conclusa: inizia la discesa, all'inizio tranquilla ma poi impervia in mezzo al bosco, ma finalmente ecco nuovamente dei sentieri più battuti e nuovamente giù fino a Porto Ercole alla conquista delle sue fortezze.
Dopo un lauto rifornimento via per l'ultima parte dell'avventura attravesro la pineta di Feniglia e un obbligatoria visita alla spiaggia per poi concludere l'avventura stanchi ma felici.
Camera che permette di cattura tutto quello che avviene intorno, con gli strumenti adatti (selfie-stick, supporti, etc...) permette di fare immagini da molti punti di vista e fare molti effetti.
Ma non è tutto oro quello che luccica, perchè rispetto alle classiche action cam dove basta estrarre i video e montarli, qui si richiede un passaggio precedente: rendere una registrazione a 360 visibile su schermi a 2D e qui viene in nostro aiuto il software della Insta che permette di scegliere: inquadrature, ampiezza, angolo di visione, effetti ed altro...quindi un pò di tempo ci va perso.
Sicuramente un qualcosa tra la classica gopro, e con il selfie stick del drone, ora sicuramente quando i Cavalieri partono per le loro avventure scelgono bene gli strumenti per immortalare le loro avventure o magari rivivere le stesse avventure ma con l'opportunità di avere un nuovo punto di vista.
Era l'anno domine 2025 e dopo quasi 10 anni i Cavalieri decisero di salire sulla vetta più alta del loro territorio, l'Amiata.
Il percorso prevedeva l'attraversamento di Castiglione d'Orcia, Campiglia e l'arrivo ad Abbadia per l'inizio della salita, come se per arrivare lì fosse tutta pianura😜.
La salita si rivela lunga, ma almeno ombreggiata, e senza timore i Cavalieri arrivarono in vetta
Poi inizia la discesa, ma come sempre dura poco e con gli ultimi saliscendi, rifocillandosi di acqua fresca nelle poche fontane disponibili, tornarono, stanchi ma contenti, a casa
Era l’anno domini 2025 e il
nostro Cavaliere impavido si preparava per un’avventura senza precedenti,
partendo dal borgo incantato di San Quirico per giungere, attraverso un viaggio
in tre tappe, verso la storica Pisa.
La preparazione nei mesi che
precedettero l’impresa era stata meticolosa: dalla scelta delle borse da
viaggio, al materiale da portare, alla sistemazione del fedele destriero
ciclato, fino alla pianificazione dell’itinerario e dei luoghi dove sostare. E non
da ultimo, l’essenziale per immortalare i momenti di questa straordinaria
avventura, insieme alla preparazione fisica necessaria per affrontare ciò che
il destino avrebbe riservato.
Finalmente, il grande giorno
del viaggio era giunto!
Dopo aver salutato la
famiglia, il nostro impavido cavaliere è scattato come una freccia, pronto a
cavalcare quest’avventura con il cuore leggero di chi è ignaro di cosa riserva
il destino.
Subito si confronta con la
prima e più imponente asperità: l'ascesa a Montalcino.
Con ferma determinazione
affronta la salita e, dopo aver catturato un ricordo indelebile, si lancia con
audacia lungo strade in parte sconosciute, ma intrise di fascino.
Fino a giungere, non senza
aver faticato, al pittoresco borgo di Sasso d’Ombrone.
Anche qui una breve sosta, poi
giù verso la Maremma, fino al mare, affrontando strade lunghe e dritte,
sfidando un vento contrario fastidioso ma inesorabile.
Infine, giunse a Castiglione
della Pescaia, accolto da un'incantevole dimora dove poté rifocillarsi e
riposare le stanche membra.
All'alba, il nostro cavaliere
era già in sella al suo fedele destriero a pedali, pronto a partire. Non
riuscendo a seguire la strada prestabilita, decise di prendere una rotta
alternativa verso Punta Ala. Da lì, si godette un fantastico saliscendi lungo la
costa, con una piccola deviazione in una incantevole caletta sul mare!
Ma l'imprevisto si celava
dietro l'angolo; mentre percorreva quel sentiero, avvertì che qualcosa che nel
cavallo ciclato non funzionava! Una staffa (pedale) si era allentata, ma per
fortuna Follonica non era lontana, non appena giunto, trovò il modo di riparare
il danno e ripartire per quello che, nonostante la pianura, si rivelò essere il
tratto più arduo, con il vento avverso che soffiava incessante.
Ma una volta superata la
pianura, ecco che si presentò la salita, ma meno impegnativa di quanto temuto.
Tuttavia, lo spirito d'avventura ebbe la meglio; giunto a un bivio, il nostro
cavaliere decise di abbandonare il sentiero predefinito, preferendo esplorare
un'altra via. Ogni scelta porta con sé le sue conseguenze; questa, sebbene
conduca a scorci magnifici sul mare, riservò anche sorprese inaspettate.
Sentieri troppo impervi per
proseguire in sella, costrinsero a procedere a piedi per lunghi tratti;
tuttavia, ciò non offuscò il sorriso, e lentamente ritrovò il sentiero
originale.
Un po' di stanchezza si fece
sentire, cosìdecise di non affrontare
l’ultima salita verso Populonia, ma di scendere direttamente verso il mare,
giungendo così alla conclusione della tappa a San Vincenzo, dove lo attese una
lauta cena e il meritato riposo.
Siamo al gran finale di questa
avventura! La mattina, il cielo è un po' capriccioso dopo il temporale, ma con
un sorriso e tanto ottimismo, si lanciò nell'ultima tappa. Lasciando da parte i
borghi come Castagneto e Bolgheri e si godette il celebre viale dei cipressi!
e finalmente raggiunse il
mare, proseguendo lungo la pineta che abbraccia la costa!
Arrivando a Rosignano, il
nostro intrepido cavaliere, anziché proseguire verso l’interno come
pianificato, decide di affrontare l'ignoto e prendere la variante mare. Una
decisione audace, resa necessaria da un errore di valutazione nella
preparazione della traccia e dall'incuria dei sentieri trovati. Questa scelta
si rivela avvincente: una spettacolare avventura lungo la costa, con panorami
mozzafiato che restano impressi nella memoria.
Dopo un viaggio avventuroso
fino a Livorno e attraverso diverse peripezie, giunge infine sul litorale
pisano per un'altra sosta ristoratrice, per poi affrontare l'ultimo tratto
sospinto dal vento fino a raggiungere la meta finale, Pisa.
Non sempre è possibile uscire in sella ai propri cavalli ciclati per cui è l'occasione per avventure a piedi, alle volte brevi, alle volte lunghe; preparate tutte le armi fotografiche (drone e quant'altro) si parte per l'avventura.
E' l'occasione per trovare nuovi sentieri o vedere le cose da altri punti di vista o semplicemente per affrontare delle avventure a un altro ritmo.
Ma certo tutte queste avventure sono accumunate dallo spirito di avventura e di godere della bellezza di ciò che ci circonda.